Come conservare gli alimenti in frigo?

2024-07-01
Come conservare gli alimenti in frigo?

I nostri frigoriferi possono trasformarsi facilmente in un covo di batteri. Come difendersi? Oltre alla pulizia dei ripiani, che si dà per scontata, bisogna tenere controllata la temperatura (sempre intorno ai 4-5 gradi) e disporre gli alimenti in modo corretto, perché il freddo non si distribuisce in modo omogeneo su tutti i piani. La parte più raffreddata è la mensola bassa, mentre quella più “calda” è lo sportello.

 

Come posizionare gli alimenti correttamente

Quando posizioniamo gli alimenti dobbiamo tenere conto di queste differenze e usarle in modo intelligente.

  • Nel ripiano più basso vanno conservati carne e pesce, sopra il cassetto contenente frutta e verdura.
  • Nella parte centrale possiamo posizionare le uova, i latticini, i dolci e tutti gli alimenti confezionati già aperti.
  • Nei vani interni dello sportello infine le bevande, dall’acqua al vino passando per i succhi.

 

Nel riporre questi alimenti, ricordate sempre di separare i crudi dai cotti, perché i batteri presenti sui primi potrebbero contaminare i secondi, creando un rischio di infezioni alimentari. Per evitare condense o innalzamenti di temperatura, invece, non mettete in frigo alimenti bollenti o troppo caldi.

 

Come vanno gestite le date di scadenza?

Cercate di non conservare cibi scaduti, anche se non tutto quello che va oltre la data di scadenza è da buttare via. Le etichette sono affidabili, ma lasciano un margine di consumo a seconda del tipo di prodotto in cui possiamo districarci con intelligenza. A guidarci, in questi casi, devono essere le nostre impressioni organolettiche, quindi principalmente l’odore e l’aspetto dell’alimento. Prendiamo lo yogurt: secondo uno studio francese, le proprietà nutritive dei lattobacilli si perdono dopo tre settimane dalla scadenza riportata sull’etichetta. A meno che non ci siano evidenti segni di alterazione, quindi, non corriamo alcun rischio di mangiare uno yogurt scaduto. Meglio evitare, invece, di bere latte e mangiare latticini scaduti. Se vediamo una confezione di formaggio fresco rigonfia, significa che al suo interno è in corso un’alterazione batterica.

 

Che dire della muffa? Molti la tolgono con il coltello, ma spesso potrebbe non bastare, quindi attenzione. Un altro alimento fresco con cui è meglio non rischiare è l’uovo, ma esiste un trucchetto per capire se è ancora commestibile. Provate a metterlo in acqua. Se affonda è buono, se rimane in superficie a galleggiare no, perché più invecchia, più si espande la sua camera d’aria interna. In ogni caso, si sconsiglia di mangiare un uovo oltre uno-due giorni dalla data di scadenza.

 

Rispettare tempi brevi anche con le verdure fresche in busta, che contengono una miscela di gas studiata per bloccare lo sviluppo di eventuali batteri. Se si va oltre la data indicata in etichetta, i gas si consumano e all’interno della busta potrebbe crescere qualche microrganismo. Più in generale, per la presenza di microbi nel frigo, bisogna fare attenzione al pianale in basso, dove vengono riposte frutta e verdura fresche e dove a volte può cadere qualche liquido dai piani superiori. Ma in questi casi basta armarsi di acqua e bicarbonato, aceto oppure prodotti specifici per la casa. Solo in questo modo i vostri alimenti saranno al “sicuro” da batteri e sporcizie e voi non correrete il rischio di mangiare un prodotto buono, ma mal conservato.

 

Prof. Nicola Sorrentino, Medico chirurgo specialista in Scienza della Dietetica. Specialista in Idrologia, Climatologia e Talassoterapia. Direttore IULM Food Academy

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